Carl Gustav Jung inconscio il Se Io Coscienza interne

Il libro Un microchip naturale è una ricerca sul campo originata dalla teoria dei tipi psicologici di C.G. Jung e poi estesa e resa dall’autore pratica e applicabile. In essa, viene spiegato, in modo semplice ed empiricamente dimostrabile, che la specie umana è distinguibile in sedici Tipi psicologici. Inoltre, innova la visione e l’approccio psicoterapeutico a problematiche normo-patologiche/socio-curative. 

Oltre alle differenze nella Psicologia delle Personalità in generale, la ricerca identifica le sue applicazioni possibili, che sono:

  • nel “normale”: la conoscenza di sé, del proprio partner, dei propri genitori, dei propri figli, degli amici e…dei nemici; delle attitudini al lavoro e allo studio; scopre i diversi modi di approccio e di intesa nel sesso e nell’amore fra i tipi; individua come, a seconda dei tipi, sviluppare la funzione collaborante per raggiungere l’Individuazione; ravvisa i limiti che la natura impone a ogni tipo e di conseguenza a ogni individuo;
  • nel patologico, facilita allo psicoterapeuta: la comprensione della struttura psichica della personalità del soggetto e di conseguenza del disagio sottostante, abbreviando di molto i tempi della psicoterapia; la comprensione dei comportamenti sessuali e quindi le cure dei disturbi, come ad es. l’assenza di orgasmo  in oltre il 50% delle donne; la comprensione delle dinamiche dei comportamenti quando la persona subisce un abbandono (da innamoramento ecc.) e i rimedi per prevenire o contrastare lo stalking e la violenza sul partner, su se stesso e sulla famiglia; la comprensione del tipo di legame psicologico con la dipendenza d’ogni genere (droga, alcol, gioco...);
  • nel sociale, ci consente di spiegare fenomeni a tutt’oggi ancora attribuiti alla semplicistica suddivisione tra genere (maschile versus femminile) che ad es. fa affermare erroneamente:
  • a ricercatori della Stanford University che  «il senso dell’umorismo è diverso tra uomini e donne ed è il cervello che determina questa differenza»;
  • a sessuologi italiani che «Mentre le donne valutano l’attività sessuale in termini di qualità del rapporto, per gli uomini conta soprattutto la quantitàtanto che spesso si lamentano di non fare abbastanza l’amore»;
  • a politici occidentali, ed europei in particolare, che «bisognerebbe prevedere le “quote rosa»;
  • a ricercatori inglesi nelle scuole, che «le femmine sono più studiose dei maschi»,  senza riuscire a spiegare poi per quale motivo una maggiore percentuale di maschi ottengano risultati migliori alle università e nei posti di lavoro. Infatti, le diversità di tali comportamenti non dipendono dal genere di appartenenza, ma piuttosto dal tipo psicologico di appartenenza e dalle personalità di ciascuno. 

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